Figliol Prodigo - Il Musical per il Giubileo del Carcerato

Interpretato dai detenuti alta sicurezza della Casa di Reclusione Milano Opera

Scritto e Diretto da: ISABEAU

Recensione Figliol Prodigo - Il Musical del Giubileo.

«Tutti noi facciamo sbagli nella vita, perché siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento» ecco cosa afferma Papa Francesco, il committente o meglio, l’ideatore, dello spettacolo il “figliol prodigo”. Musical realizzato in occasione del giubileo del carcerato e interpretato dai detenuti di alta sicurezza della Casa di Reclusione Milano Opera. Una frase in cui è racchiuso il significato di un lungo lavoro che si intravede nella passione con cui gli attori hanno messo in scena questa parabola.

Il loro grosso errore li ha imprigionati. Con questo percorso hanno sperimentato il prendersi a cuore di un progetto che ha liberato in loro un qualcosa di molto più forte e personale che mentre recitavano ci è stato trasmesso con sensazioni che un semplice musical non può lasciare. Nelle loro splendide voci c’è anche la voglia di farci comprendere il vero significato della misericordia: avere compassione e aprirsi all’altro. Ecco che tra le note del musical intravedo, in qualcosa di apparentemente lontano, aspetti che riguardano anche me, noi. Avere tutto e avere sempre bisogno di altro. Il figlio più giovane che chiede la sua eredità al padre e la sperpera nonostante la sua condizione benestante. Mentre il primogenito che si appresta a svolgere con diligenza il suo lavoro senza mai lamentarsi. La più grande scossa in me l’ha provocata uno dei detenuti che, mettendo in contrapposizione i due fratelli e pensando al suo vissuto, a fine spettacolo ci ha detto:”Studiate perché è solo così che vi salverete e non farete la mia fine”. Una sincerità che ha dimostrato che il suo cuore è libero e di imprigionato c’è solo il suo corpo. Una sincerità che mi ha ricordato che è giusto provare ad avere sempre di più, senza mai accontentarsi, ma che ci sono dei limiti e che solo la fatica porta ad una vita libera.

Una sincerità che arriva da un lungo lavoro di reinserimento. Una sincerità che mi ha fatto capire ancora una volta che l’arte salva. Che é dentro essa che si racchiude la storia di molte persone e il loro modo di comunicare al mondo. Questo lo impariamo studiando, non ce ne rendiamo conto, ma detto da chi ha dovuto toccare il fondo per capirlo fa riflettere. Uno spettacolo molto bello artisticamente e coinvolgente. Sono molto colpita da queste persone che probabilmente hanno scoperto un loro enorme talento, in cui hanno trovato spazio per respirare, proprio in seguito a una grossa disfatta. Voci che hanno smascherato volti.

Qualcuno che ha creduto in loro e che li ha aspettati nonostante tutto, proprio come il padre nei confronti del figlio secondogenito andato altrove a godere la bella vita, il quale, una volta trovatosi in crisi, decide di tornare a casa. Perché tutti siamo così, quando siamo persi e non ci lasciamo vincere dall’orgoglio, abbiamo bisogno di andare dai nostri punti fermi, genitori, amici... perché solo loro sanno come confortarci e salvarci. Solo loro ci comprendono e ci accettano nonostante i nostri sbagli. Ecco che allora il padre gli va incontro, lo abbraccia e lo festeggia. Ecco la vera essenza dell’amore, ecco cosa vuol dire misericordia ed ecco che mi incanto ancora, perché questa è una scena che viviamo tutti i giorni. Qualcuno che ci aspetta, qualcuno che noi aspettiamo, ma forse la maggior parte delle volte non ce ne rendiamo conto di questa grande e non scontata fortuna. Divertente, emozionante a tratti e molto riflessivo in altri.. uno spettacolo riuscito benissimyo nel suo intento anzi, molto più di uno spettacolo!

cit. SARA CARIMATI 3 LICEO SCIENZE UMANE
VIALE MATTEOTTI 4025 20099 SESTO SAN GIOVANNI - MILANO